Giuditta Pasta, una voce di contralto meravigliosa

Busto di Giuditta Pasta nei panni di Semiramide (1829), opera di Giovan Battista Comolli, conservata nel Museo del Teatro alla Scala
Fonte: Wikipedia

Giuditta Pasta (1798-1865) ebbe in dono dalla natura una voce di contralto meravigliosa per robustezza e insieme per dolcezza, flessibilità ed estensione, che le permise di cantare anche parti da soprano, così come la versatilità del suo ingegno le permise di trionfare tanto nella Norma quanto nella Sonnambula, tanto nel Profeta quanto nella Cenerentola, tanto nella Semiramide quanto nel Barbiere di Siviglia.

Aveva educato la sua voce a superare ogni difficoltà tecnica, anche nel campo dell’agilità e delle fioriture.

Il pubblico le decretò il trionfo, e i teatri d’oltralpe se la contesero.

Ma non fu facile per Giuditta Pasta raggiungere la celebrità.

La natura l’aveva dotata di una voce profonda, ma piuttosto dura; per renderla ampia e flessibile, la giovane cantante dovette studiare a lungo e con molta costanza.

Il suo debutto avvenne al Teatro dei Filodrammatici di Milano; da lì spiccò il volo per i massimi teatri europei.

Ovunque ella era applaudita per il meraviglioso volume della sua voce, ma soprattutto per la sensibilità e l’intelligenza con cui interpretava i vari personaggi.

Per lei Bellini compose la Norma e la Sonnambula, per lei Donizetti musicò l’Anna Bolena.

Negli ultimi anni della sua carriera la Pasta ebbe come rivale Maria Malibran, ma gli amatori del bel canto non seppero mai decidere a quale delle due artiste si dovesse concedere la palma.

Giuditta Pasta amava, forse quanto il suo canto, i fiori e, ogni qualvolta i suoi impegni glielo permettevano, si ritirava nella villa di Blevio, sul lago di Como, ove si dedicava al giardinaggio.

Si racconta che un giorno, durante uno di questi brevi riposi, un musicista straniero, desideroso di conoscerla e di renderle omaggio, si fosse recato a cercarla nel suo rifugio. Scorgendo vicino al cancello una donna sporca di terra, con un cappellone di paglia, china sulle aiuole, domandò: Buona donna, mi sapreste dire se abita qui la signora Pasta?  La giardiniera dilettante alzò gli occhi divertita, si pulì nel grembiale le mani imbrattate di terra e, gorgheggiando nel modo più squisito, Sono lo rispose.

da  Cultura-Barocca

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