Da Bisanzio a Costantinopoli ad Istanbul

BISANZIO fu fondata da MEGARA verso il 667 a.C. sulla costa occidentale del Bosforo in Tracia dove già era il piccolo centro di Lygos.
La città divenne importante sia commercialmente sia come stazione da pesca del tonno, sia militarmente come nodo per la navigazione nel Mar Nero.
Le leggende fanno derivare il nome di BISANZIO dagli eroi eponimi Byzas e Antes: nel 55 a.C. fu occupata dai Persiani cui venne tolta nel 478 da Pausania.
Sottomessa poi dagli Ateniesi (476) entrò nella lega delio-attica, costituita poco prima (478) e versò un tributo annuo di 15 talenti, somma molto elevata che testimonia la floridezza economica di BISANZIO.
Aderì poi a Samo nella sua ribellione ad Atene (440 a.C.) ma presto tornò sotto il controllo di Atene e le fu alleata nella I guerra del Pelopponeso finché nel 411 si ribellò ancora.
Nel 408 fu presa da Alcibiade, nel 405 fu presa dallo spartano Lisandro, nel 390 da Trasibulo divenendo pienamente libera.
Nel 340-339 respinse l’assedio dei macedoni di Filippo II.

Nell’età romana fu alleata di Roma sia nelle guerre di Macedonia sia in quella contro Antioco III di Siria: fu poi saccheggiata da Fimbria (86 a.C.) e fece parte della provincia di Bitinia.

Avendo parteggiato per Pescennio Nigro, nel 196 d.C., BISANZIO ebbe abbattute le mura e fu posta sotto la dipendenza di Perinto da Settimio Severo.
Dopo aver subito un saccheggio verso la fine del III sec., nel 323 fu distrutta da Licinio e poi, lo stesso anno, conquistata da Costantino e resa agli antichi splendori e privilegi: nel grande dispiego di energie edili svolte per realizzare la nuovissima città, Costantino la dotò di una NUOVA CINTA MURARIA destinata a proteggere il Palazzo Imperiale e i 100.000 abitanti che in brevissimo tempo, e destinati a diventare moltissimi di più, andarono a creare il I nucleo di quella che sarebbe presto diventata la città più grande e potente del mondo.

L’11-V-330 Bisanzio fu elevata a Capitale dell’Impero di Roma con il nome di NUOVA ROMA, assumendo il nome del fondatore, COSTANTINOPOLI.

I vescovi di COSTANTINOPOLI già sottoposti al metropolita di Eraclea, in base al III canone del concilio di Costantinopoli del 381 [Costantinopolitanus episcopus habeat honoris causa primatum post Romanum Ponteficem, eo quod ipsa sit nova Roma, canone ribadito nel XXVIII canone del concilio di Calcedonia del 451] assunsero il primato di giurisdizione sulle chiese orientali: la splendida espressione della potenza del clero orientale fu poi la CHIESA DI S.SOFIA grande tempio della cristianità, secondo per grandezza solo alla basilica romana di S.PIETRO.
Il patriarca Giovanni il Digiunatore (eletto nel 582) si fregiò del titolo di Patriarca Ecumenico nonostante le proteste dei Papi Pelagio II e Gregorio Magno.
Pur riconoscendo al Pontefice romano un primato d’onore, il patriarca pretendeva per l’Oriente l’autorità che aveva il Pontefice romano sull’occidente.
Dalla morte di COSTANTINO (337) alla fine della lotta contro l’ICONOCLASTIA con la Sede romana.
Il ruolo centrale di Costantinopoli (ma il nome Bisanzio non sparirà mai del tutto) accentrò in sé la vita politica dell’impero e la sua storia finì per identificarsi con quella dell’Impero bizantino che sotto Giustiniano il Grande raggiunse l’apice di una storia destinata a prolungare per mille anni il ricordo, e l’essenza, dell’impero di Roma.

Dopo una storia anche gloriosa, nel corso della quale furono respinti e vinti gli ARABI, che pure eran giunti a porre assedio a COSTANTINOPOLI, dopo aver distrutto l’IMPERO DEI SASSANIDI [ma occorre dire che la flotta bizantina armata del FUOCO GRECO
fu un’arma efficientissima] l’Impero conobbe una lenta decadenza, pur alleviata da riprese imprevedibili e da una notevole fioritura artistica.

Fino a quando, venendo pure coinvolto nei problemi d’Europa e nella vicenda delle CROCIATE, il degrado divenne inarrestabile e alla fine fu sancito dal saccheggio turco del 1453 di Costantinopoli ad opera delle armate di MAOMETTO II “IL CONQUISTATORE”, di modo che la grande città assunse poi il nome attuale di ISTANBUL e dal XV secolo divenne sede della Porta d’Oro, del Sultano e quindi della grande potenza turca.

Tra le varie proposte di intervento a favore dell’antica città si possono menzionare le iniziative di NICOLA CUSANO e l’attivismo del Papa umanista PIO II (al secolo ENEA SILVIO PICCOLOMINI) che indirizzò a MAOMETTO II una sua accorata LETTERA che per quanto inascoltata costituisce uno splendido esempio di arte epistolare umanistico prerinascimentale.

da Cultura-Barocca

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